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Finestre da bagno – l’ultima sfida in cantiere (siamo in volata)

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di Alessio De Cubellis, geometra

Ci siamo quasi. Dopo grate, ringhiere, porte, infissi a vasistas, parapetti e pergole bioclimatiche, è arrivato il momento delle finestre. E non finestre qualsiasi: quelle dei bagni.

Sono Alessio De Cubellis, geometra e titolare di Wind Design Roma.

Oggi vi racconto l’ultima parte di un cantiere che mi sta impegnando in queste settimane.

Il cantiere è ancora aperto, c’è polvere, ci sono attrezzi in giro e quella frenesia positiva che solo chi sta per tagliare un traguardo conosce bene. Siamo in volata.

E proprio in questa fase, mentre tutto il resto è quasi pronto, ho deciso di dedicare un articolo alle finestre dei bagni. Perché, ve lo assicuro, non sono come tutte le altre.

Perché le finestre del bagno sono diverse

Nei bagni che sto ultimando, le finestre hanno dovuto rispondere a esigenze specifiche:

Umidità costante – servono materiali che non temono il vapore e la condensa.

Ventilazione – fondamentale per evitare muffe e cattivi odori.

Privacy – si può guardare fuori, ma nessuno deve guardare dentro.

Spesso ridotte – i bagni hanno spesso finestre più piccole rispetto ad altre stanze, con tutto ciò che ne consegue in termini di sfide progettuali.

In questo cantiere, ogni bagno aveva la sua storia. Misure diverse, esposizioni diverse, esigenze diverse. Non c’era una soluzione uguale all’altra.

I materiali che ho scelto per questi bagni

Dopo aver valutato ogni ambiente, ho optato per soluzioni su misura. Ecco cosa abbiamo installato:

Profili in alluminio a taglio termico – resistenti all’umidità, non si deformano mai, garantiscono isolamento senza condensa. Sono sottili ed eleganti, perfetti anche per bagni non grandissimi.

Vetri doppi o tripli – a seconda dell’esposizione e del livello di isolamento richiesto. In alcuni bagni ho usato vetri con stratificazione acustica extra (perché il silenzio anche in bagno, quando vuoi rilassarti, non è un lusso).

Guarnizioni in EPDM – quelle che durano nel tempo e non induriscono con il vapore e il calore.

Apertura a vasistas – la scelta obbligata per quasi tutti i bagni. Si apre dall’alto, garantisce ricambio d’aria costante anche quando piove, e non sacrifica la privacy. Se c’è una cosa che ho imparato in anni di cantieri, è che il vasistas in bagno è insostituibile.

Le difficoltà che abbiamo incontrato (e come le abbiamo risolte)

Non vi racconto solo i successi.

Vi racconto anche i problemi, perché è così che si lavora davvero.

In alcuni bagni, le aperture nei muri non erano perfettamente squadrate.

Muri vecchi, ristrutturazioni precedenti fatte male, tolleranze fuori standard.

La soluzione?

Ho fatto disegnare telai su misura, con profili specifici per compensare le irregolarità. Alla fine ogni finestra è entrata perfettamente al suo posto.

In altri bagni, la scelta del tipo di apertura è stata complessa: lo spazio esterno era limitato, un battente avrebbe sbattuto contro un radiatore o un mobile.

Qui il vasistas ha risolto tutto.

In un bagno cieco interno (senza finestra) abbiamo dovuto ripensare la ventilazione con un sistema meccanico controllato.

Ma questa è un’altra storia, magari la racconto in un prossimo articolo.

Il risultato: bagni che diventano vivibili

Ora che le finestre sono installate, i bagni hanno preso vita.

La luce naturale entra filtrata, l’aria si rinnova senza spifferi fastidiosi, l’umidità non è più un problema. E l’estetica?

I profili in alluminio sottili e puliti si sposano perfettamente con le piastrelle che sono state scelte.

Nei prossimi giorni finiremo gli ultimi dettagli: pulizia dei vetri, regolazioni delle maniglie.

Poi si consegna.

Manutenzione: cosa ho detto ai clienti

Prima di lasciare il cantiere, ho spiegato ai proprietari come mantenere queste finestre nel tempo:

Vetri: detergente specifico e panno in microfibra. Niente spugne abrasive che graffiano.

Profili in alluminio: panno umido con acqua e sapone neutro. Una passata ogni tanto è sufficiente.

Guarnizioni: controllarle una volta all’anno. Se si induriscono, si cambiano (operazione semplice).

Meccanismo vasistas: un goccio di olio siliconico ogni due anni e la manovra resta morbida.

Sono accorgimenti da nulla, ma fanno la differenza tra una finestra che dura vent’anni e una che dopo cinque già scricchiola.

Perché scegliere me per le finestre del tuo bagno (o di qualsiasi altra stanza)

Non vendo finestre da catalogo. Le progetto, le faccio produrre su misura e le installo personalmente. Seguo ogni fase, dal primo sopralluogo all’ultima regolazione.

Cosa offro ai miei clienti:

Competenza tecnica – so cosa funziona in un bagno e cosa no.

Materiali certificati – niente cinesate o prodotti senza marchio.

Installazione diretta – non delego a terzi, controllo io ogni posa.

Garanzia – firmo il lavoro e rispondo personalmente.

Trasparenza – il preventivo è chiaro, senza sorprese finali.

E ora scusate, ma devo tornare in cantiere. Questi bagni non si finiscono da soli, e la volata è la parte più bella.

Geom. Alessio De Cubellis

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